Imposta ordine discendente

Dopo averci chiarito cosa è lo Yoga, nel quarto sutra Patanjali ci spiega cosa avviene quando non siamo nello stato di yoga. Quando la mente non è contenuta, raccolta, mantenuta nella sua natura essenziale (Yoga-Samadhi). Vi è una identificazione con ciò che sta accadendo nella mente stessa, con le vrtti. Fa dunque una distinzione tra la mente e le sue attività. Introducendo un secondo elemento fondamentale nella pratica dello yoga tradizionale quello dell' osservato. Abbiamo ora un osservatore e un osservato.

Vrtti sono le attività le modificazioni, sarupyam è identificazione e itaratra significa in un altro stato.

Allora il testimone riposa stabile nella sua vera natura

 

Nel terzo sutra patanjali espande la sua descrizione dello Yoga entrando maggiormente nel dettaglio e lo descrive come lo stato in cui l'osservatore-lo yogi dimora stabilmente nella sua vera natura. Tada significa allora o quindi, drastuh è colui che vede, il testimone, l'osservatore consapevole.

Svarupe è la sua natura essenziale e avasthanamsignifica stabilito.

Yoga è restringere le attività della mente

In questo sutra è incapsulato tutto ciò che Patanjali espone nel seguito dei suoi Yogasutra. Yoga è contenere, restringere chitta vrtti, vrtti significa accadere, verificarsi, chitta è la mente, chitta vrtti è qualsiasi cosa accade nella mente, incluse le emozioni, le fantasie, i pensieri sul futuro, i dispiaceri del passato. Quindi ogni cosa che può avvenire nella nostra mente. Nirodhah significa restringere, contenere, fermare, controllare.

“Adesso gli insegnamenti sullo yoga”

Gli yogasutra di Patanjali rappresentano la prima descrizione del sistema dello yoga. In origine erano tramandati oralmente da Guru a discepolo, poi in seguito scritti nella forma a noi oggi conosciuta. Sebbene sia difficile datarli con precisione molti studiosi concordano nel collocarli intorno al II° secolo. L’aforisma (sutra in sanscrito) contiene al suo interno un concentrato di insegnamenti che possono essere scoperti attraverso la pratica e la guida di un insegnante esperto. La prima parola Atha (adesso) è una sorta di invocazione. Nella tradizione orale Indiana è una formula piuttosto comune quella di iniziare con un’invocazione di buon auspicio, “adesso” - crea una distinzione tra ciò che stavamo facendo prima - e implica il raccogliere le proprie energie e rivolgerle verso la pratica che sta iniziando.

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